LA NOSTRA STORIA

La nostra storia comincia ufficialmente il 25 ottobre 2012 con la pubblicazione del comunicato stampa che annunciava la nascita della sezione rugby della polisportiva “ASD TENNIS CLUB FOGLIANO 2000” di Vetralla. Due giorni dopo, il 27 ottobre, con il nome di “FOGLIANO 2000 RUGBY”, iniziammo i nostri corsi di minirugby presso la locale Scuola Elementare. Il primo terzo tempo, ideato per far conoscere l’aspetto forse più caratteristico del nostro sport, venne organizzato nel Natale di quell’anno e fu un grande successo. In seguito, a conclusione dell’anno scolastico, nel giugno del 2013, fu organizzato il nostro primo torneo minirugby disputato tra le classi dell’Istituto che ci ospitava.

L’assessore allo sport del comune di Vetralla consegna la maglia del “FOGLIANO 2000 RUGBY” al piccolo Giuseppe, figlio dell’allora Presidente Giancarlo Guerra – Natale 2012
Scuole Elementari di Cura di Vetralla. Torneo minirugby – giugno 2013

Tuttavia gli spazi a disposizione non erano confacenti per le attività che volevamo svolgere, per cui iniziammo la ricerca di un campo da gioco tutto nostro dove non solo avremmo potuto dedicarci in maniera più proficua all’insegnamento del rugby ai bambini ma dove avremmo potuto anche avere una prima squadra seniores. La ricerca si rivelò difficile ed affannosa.

Furono presi in considerazione vari spazi in diverse aree della provincia: un’area verde di proprietà del Comune di Vetralla in località Cinelli, un campo sportivo a Tre Croci, un campetto parrocchiale a Tobia ed il campetto del Ce.I.S. (Centro Italiano di Solidarietà) a La Quercia dove svolgemmo anche, tra le tante attività nell’ambito del sociale che abbiamo intrapreso, un corso di rugby per gli ospiti del Centro di Recupero per tossicodipendenti ed uno per i detenuti della Casa Circondariale “Mammagialla” di Viterbo.

La ricerca sembrò avere termine sul finire dell’estate del 2013 quando trovammo un’area molto spaziosa presso il “Centro Sportivo Bullicame“, nei pressi delle note sorgenti termali alle porte di Viterbo. A quel punto i tempi erano maturi per fondare una società autonoma, indipendente dal Tennis Club, ed il 3 febbraio del 2014 venne costituita ufficialmente l’ASD TUSCIARUGBY POLISPORTIVA aperta a tutte le categorie dalla propaganda alla seniores, affiliata sia alla F.I.R. (Federazione Italiana Rugby) sia alla Federvolley.

Il primissimo nucleo della nostra squadra aveva come Presidente Giancarlo Guerra, come consiglieri Fabrizio D’Ottavio, Marco D’Ottavio e Fabrizio Lunedini, e come giocatori Bruno Bandiera, Francesco D’Ottavio, Lorenzo De Santis, Luca Giustini, Marco Novelli, Luca Pasqualini e Francesco Piana.

Centro Sportivo Bullicame di Viterbo. Il primo allenamento – settembre 2013

Ma le peripezie relative ad un posto stabile per allenarsi e per giocare non cessarono; stante alcune incomprensioni con la direzione del Centro Sportivo, nel maggio del 2014 la nostra società dovette trovare un’altra sistemazione. Naturalmente, da rugbisti incalliti quali siamo, non ci perdemmo d’animo e pochi mesi dopo, in estate, i ragazzi della seniores iniziarono ad allenarsi a Vallerano con la prospettiva, reale, di avere in concessione dal comune quel campo posto sulle pendici del Monte Cimino.

La distanza da Viterbo, ad ogni buon conto, era fortemente limitante per cui capimmo che quella non poteva essere la nostra casa definitiva e che doveva essere trovata un’altra soluzione; a partire dall’autunno seguente ci trasferimmo a Viterbo nel campo sportivo dell’Ellera. Così arrivammo a disputare il nostro primo campionato di C2 (stagione 2014-2015), con ben 58 giocatori tesserati, contro i 7 dell’anno precedente; le partite casalinghe, però, le giocavamo nel campo del Civita Castellana, poiché il campo dell’Ellera non poteva essere omologato per gli incontri ufficiali a causa delle sue dimensioni non regolamentari.

Nel maggio del 2015 i nostri dirigenti furono avvicinati dall’allora sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini, e dall’assessore allo Sport, Sergio Insogna, che proposero di dare in concessione al TUSCIARUGBY un campo in disuso da alcuni anni, che versava in totale stato di abbandono; il campo si trovava a San Martino al Cimino. La convenzione fu firmata il 20 luglio, e qualche giorno dopo, con la consegna delle chiavi, il campo Sasso d’Addeo divenne la nostra casa, era il 7 agosto 2015.

Il resto è storia nota…

IL SASSO D’ADDEO

Dalle testimonianze raccolte il “Sasso d’Addeo”, o “Sasso di Adeo“, come viene anche chiamato dagli abitanti di San Martino al Cimino, è un masso di notevoli dimensioni che era situato poco oltre l’attuale cancello d’ingresso al campo da rugby, al termine della piccola salita che dalla strada provinciale porta al rettangolo da gioco. Fu spostato dal luogo originario, subito dopo la costruzione del campo nei primi anni duemila, perché d’intralcio alla circolazione e sistemato in un luogo tuttora sconosciuto di difficile individuazione.

Si tratta di una roccia di origine vulcanica, dalla forma pressappoco circolare, caratterizzata da un grosso foro al centro nel quale ci si può entrare agevolmente. Come molti massi simili, sparsi nella zona, fu eruttato molto probabilmente durante l’ultima fase attiva del complesso vulcanico di Vico tra i 150 e i 200 mila anni fa.

La pietra è legata ad una vecchia consuetudine molto romantica, di non facile datazione, di un certo Signor Addeo (o Adeo) che si racconta era solito riposare su questo grosso masso, a cui fu dato per l’appunto il suo nome, e che una volta divenuto vedovo usasse passare molto del suo tempo accovacciato al suo interno a ricordare la moglie scomparsa. Da qui il nome della località.

Un’altra consuetudine, sempre legata alla famosa pietra, ma più recente e “scherzosa”, era quella praticata dei sanmartinesi che fino alla costruzione del campo sportivo, ed alla conseguente rimozione della pietra, invitavano ad ascoltare le campane della Basilica de La Quercia attraverso il foro nel sasso; il malcapitato, ignaro di quanto gli stesse per accadere, una volta avvicinatosi con il viso al sasso riceveva un sonoro schiaffone e gli veniva fatto sbattere il volto sulla pietra. Si dice che non esista sanmartinese, dalla mezza età in su, che almeno una volta in vita sua non abbia “ascoltato” le campane al Sasso d’Addeo. È nel solco di questa vecchia usanza, oramai decaduta, che si inserisce la nostra simpatica tradizione di suonare la campana posta all’ingresso della nostra Club House ad ogni nostra vittoria, simboleggiando così le campane udite dalla malcapitata compagine avversaria a seguito del sonoro schiaffone ricevuto.

Campo Sasso d’Addeo. Il luogo, al termine della salita d’ingresso al campo, dove era collocato il sasso.

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